Bibliografia

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Bibliografia ragionata sui temi del family business, delle imprese piccole e medie e più in generale sul tema della continuità dell’impresa.
La suddivisione in parti nasce dall’esigenza di offrire una chiave di lettura delle problematiche rilevanti. La breve descrizione introduttiva si propone di fornire una guida anche al lettore che si avvicina per la prima volta ai diversi argomenti.

Istituzioni, Imprenditorialità e Modelli di Governance
Perché esistono diversi modelli di capitalismo? È più efficiente il modello anglosassone o il modello renano? E il modello giapponese è una “terza via” esportabile anche nel Vecchio Continente oppure rappresenta una soluzione adatta solo in certi contesti? Perché la propensione a mettersi in proprio varia in differenti realtà territoriali e varia nel tempo? I contorni dei modelli di capitalismo sono influenzati dagli assetti istituzionali e normativi, dal funzionamento del mercato dei capitali e, più in generale, dal sistema delle regole presenti in un determinato Paese. E almeno in parte tali assetti influenzano le strutture di governance e anche la spinta a fare l’imprenditore.

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Economia e Direzione delle Imprese Familiari
Le imprese familiari sono oggetti complessi. La loro continuità è necessariamente subordinata all’adozione di adeguate pratiche manageriali. Ma è innegabile che dentro l’impresa familiare convivano varie “dimensioni”, familiare (relazione sociale), patrimoniale (proprietà) e manageriale (gestione). Non sempre è facile individuarle, e non sempre sono note le modalità per giungere a una sintesi tra le spinte di queste dimensioni.

Bibliografia

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Successione
Il passaggio del testimone rappresenta uno dei momenti critici nello sviluppo delle imprese familiari, vuoi perché coinvolge le “dinamiche familiari” e gli affetti, vuoi perché apre alcuni “spazi organizzativi”, sia in termini imprenditoriali che manageriali. Spesso la successione è stata descritta come un momento drammatico; altre volte come un naturale processo organizzativo. Nel loro insieme, queste differenti prospettive indicano che la successione è un fenomeno multidimensionale. E come tale va studiato: evitando le chiusure specialistiche e le derive omni-comprensive, per cercare una sintesi virtuosa al servizio delle persone, delle imprese, del sistema socio-economico.

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Managerializzazione delle PMI
La gestione della piccola e media impresa trova un limite fisiologico nella capacità cognitiva e nel portafoglio di competenze dell’imprenditore e dei suoi familiari. L’inserimento di manager è spesso una condizione necessaria per svilupparsi (e, in alcuni casi, anche solo per avere continuità). Ma non è una condizione sufficiente. La creazione della squadra manageriale (“l’imprenditore e i suoi diretti collaboratori”) supporta lo sviluppo solo se accompagnata da adeguati cambiamenti nella struttura organizzativa e nei sistemi operativi. In altre parole: la managerializzazione non è questione di “inserimento” (di persone), ma questione di “cambiamento” (di persone e di organizzazioni).

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Organi di Governo
Dirigere e Governare: attorno a queste due attività si gioca la durabilità dell’impresa. La definizione degli organi che presidiano le funzioni di governo e l’individuazione delle decisioni che spettano loro non sono semplici: dipendono dalle regole del gioco definite dal quadro istituzionale, influenzano le concrete modalità di funzionamento delle imprese, non possono ignorare le dinamiche familiari. In un’impresa familiare “chi sta dentro e chi sta fuori dalla cabina di regia” è spesso un fatto implicito. Ma la continuità dell’impresa dipende anche dalla capacità di esplicitare i criteri per l’accesso e di gestire le differenti aspettative dei componenti della famiglia (inclusi o esclusi dalla cabina).

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Sviluppo e Crescita delle Imprese Familiari
Attorno all’annoso problema della dimensione sono stati versati fiumi di inchiostro. Ma qual è la dimensione che veramente conta? E nei processi di crescita delle piccole e medie imprese familiari quali sono i percorsi virtuosi che permettono di raggiungere la dimensione giusta? E ancora: ci interessa la crescita o siamo interessati allo sviluppo? Il problema è poliedrico, ma non è un problema ignorabile, sia per gli imprenditori, sia per i manager, sia per i policy maker che possono influenzare con le loro decisioni (politiche fiscali, politiche finanziarie) le traiettorie evolutive.

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Le relazioni e la leadership nella continuità d’impresa
Quando si parla di trasmissione d’impresa ai fini della continuità, un aspetto fondamentale riguarda il trasferimento della leadership, ossia del potere decisionale. È importante quindi capire come si siano formati, o si stiano evolvendo i processi decisionali; secondo quali tattiche gli attori coinvolti concorrano ad esprimere il potere; e quali fattori, di fatto facilitino/ostacolino/rallentino tali processi.

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Istituzioni a supporto della continuità
In che misura le Istituzioni e le Quasi-Istituzioni sono informate sul tema della continuità d’impresa? Quanto sono sensibili ad esso? Le diverse esperienze regionali, ma anche il confronto con quanto svolto a livello nazionale ed europeo, portano ad affermare che sono proprio questi soggetti, nel loro agire, i principali sensibilizzatori sul territorio. È il loro agire che plasma l’ambiente socio-economico e fornisce supporti alle imprese, che consiglia e quasi impone il loro coinvolgimento. Dall’insieme delle loro azioni può svilupparsi, o meno, un ambiente favorevole alla continuità.

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I professionisti e la continuità
La scelta di questa tipologia di soggetti è motivata dalla constatazione fatta dall’Unione Europea di una certa mancanza di professionalità mirate, rispetto al tema della continuità d’impresa; manca quindi un vero e proprio corpus di conoscenze (una sorta di know-how specialistico) tale da supportare l’operato dei professionisti d’impresa.
Questo può essere spiegato, in termini più generali, con il fatto che mentre per gli start-up esiste una codifica delle metodologie e dei supporti, e in parallelo per la gestione delle imprese esistono ormai strumenti e tecniche consolidate, per la terza fase di vita di ogni impresa – la trasmissione appunto – non si è ancora venuto a costituire un corpus di conoscenze adeguate.

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